NITp - Nord Italia Transplant program


 

Il Nord Italia Transplant program (NITp)

 

 

La storia

Il trapianto nacque in Italia intorno al 1970 ad opera di tre scuole chirurgiche: Stefanini a Roma, Malan a Milano, Confortini a Verona che in quell'epoca effettuarono i primi trapianti di rene da cadavere.

Nel 1973 la Regione Lombardia identificò con propria legge il Centro di Riferimento della Lombardia nel Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti dell'Ospedale Maggiore di Milano. Il Centro aveva, infatti, sviluppato una competenza nell'ambito dell'immunologia e, non disponendo di propri pazienti, poteva considerarsi al di sopra delle parti e quindi capace di scelte obiettive.

 

L'attività si sviluppò lentamente nel Paese su base locale, con alcuni inconvenienti che divennero ben presto macroscopici:

a) i pazienti s'iscrivevano a più liste d'attesa;

b) i criteri d'assegnazione degli organi erano diversi;

c) chi allogava gli organi era lo stesso che li prelevava e li trapiantava, e che si poneva quindi nella duplice funzione di controllore ed operatore;

d) i pazienti più difficili (urgenti, iperimmunizzati, bambini piccoli) risultavano praticamente intrapiantabili per la piccola dimensione del pool di organi disponibili.

 

Rendendosi conto di questi inconvenienti e guardando all'esperienza di altri paesi avanzati, i professori Malan, Confortini e Sirchia diedero vita nel 1974 ad un programma collaborativo tra Lombardia e Veneto e fu formalizzata, nel 1976, un'associazione di operatori del prelievo e del trapianto che prese il nome di Nord Italia Transplant (NITp). Quindi all'associazione di persone fece seguito ben presto una serie di atti regionali che diedero al NITp una struttura istituzionale. Nel 1976 fu anche formalizzata la convenzione tra la Regione Veneto e l'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano per l'utilizzo del Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti, che divenne pertanto il primo Centro Interregionale di Riferimento (CIR) italiano e, come tale, riconosciuto dal Ministero della Sanità; successivamente sono seguite le convenzioni con la provincia Autonoma di Trento (1978), con il Friuli-Venezia Giulia (1979), con la Liguria (1985) ed infine con le Marche (1989). Attualmente il NITp serve un'area dove risiedono circa 19 milioni di abitanti ed è costituito da 129 Rianimazioni (oltre 80 procurano regolarmente donatori), 42 Unità di Trapianto (15 di rene, 5 di rene-pancreas, 9 di fegato, 6 di cuore, 2 di cuore-polmoni e 5 di polmoni) in 16 Ospedali, 5 Coordinamenti Regionali , uno della Provincia Autonoma di Trento (CRR) e un Centro Interregionale di Riferimento (CIR). Il NITp accentra nel CIR le seguenti funzioni: gestione delle liste d'attesa per i vari organi, tipizzazione del donatore e prove di compatibilità, allogazione degli organi, coordinamento dei trasporti, raccolta dei dati del donatore e del paziente prima e dopo il trapianto. Le procedure sono verificate periodicamente con gli operatori e di ogni atto è dato puntuale resoconto in varie sedi istituzionali e all'assemblea del NITp a garanzia dell'equità e della trasparenza.

 

La crescente attività di prelievo e di trapianto e la qualità dei risultati ottenuti è il frutto della collaborazione fattiva di tutte le Unità Operative che hanno saputo condividere le proprie esperienze e si sono adoperate per identificare le strategie per migliorare l’attività.

L’abitudine all’analisi critica dei dati, su cui basare le modifiche dei protocolli e le eventuali strategie organizzative, è un altro dei capisaldi del NITp.

Un esempio è stato la costruzione dell’algoritmo informatizzato per l’assegnazione dei reni e lo studio di un analogo modello per cuore e fegato. Da sottolineare anche la diffusione di nuove tecniche di trapianto, quali lo split-liver, il trapianto di doppio rene, e quello di isole pancreatiche, nonché la creazione del programma collaborativo per la coltura di epatociti. Grande impegno à stato posto anche nella formazione del personale e nella verifica della qualità che ha portato alla stesura di linee guida e di altro materiale didattico e informativo.

L’attività di prelievo e di trapianto è riportata qui: Dati aggiornati : Anno 2004 - 2005 - 2006

 

Infine nel NITp, dal 1998, opera inoltre un Comitato Scientifico che ha promosso alcuni studi collaborativi su problemi di particolare interesse per il futuro della trapiantologia. In alcuni casi, gli studi collaborativi intrapresi hanno già portato a risultati rilevanti, com’è dimostrato dai lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste nazionali e internazionali.

 

In conclusione il NITp è oggi una "comunità" ampia di persone che insieme intende perseguire il bene del singolo malato, difendendo i diritti dei singoli cittadini nella visione di un sistema basato sulla solidarietà.

 

Milano, 30 giugno 2006